Accademia Tiberina già pontificia

storia e tradizione nell'arte

L'Abate Antonio Coppi

Al fine di non disperdere il notevole contributo di alta cultura che i soci dell’Accademia Ellenica avevano conferito alla nobile istituzione letteraria, nello stesso giorno dello scioglimento del sodalizio (9 aprile 1813), sempre sotto la guida dell’Abate Antonio Coppi (non più “Arconte”, carica ellenica, ma “Presidente”) il disciolto Corpo accademico deliberò di costituire L’Accademia Tiberina, onde continuare la nobile ed elevata distinzione culturale.


La costituzione del nuovo istituto venne sottoscritta, oltreché dal Coppi stesso, dall’Umanista Gaetano Celli, da Ludovico Antonio Muratori, dal medico e patriota Piero Sterbini (quest’ultimo ministro del Commercio e attivista liberale e altro ancora), i quali votarono per la Repubblica e il potere temporale dei Papi. Lo stesso atto fu altresì sottoscritto da Giuseppe Gioachino Belli e da Giacomo Ferretti, nonché da Filippo de Romanis, che propose (come s’è già detto) il motto “Alterius sic altera poscit opem”.

Dell’Abate Coppi ci si occupa qui, in particolare, per evidenziarne non soltanto gli alti meriti culturali, ma per sottolineare, in particolare, la sua importante funzione di storico e continuatore degli “Annali d’Italia” del Muratori stesso.

Nato a Torino nel 1783, venne a mancare in Roma nel 1870. Egli fu valido studioso di grammatica, storia, filosofia, teologia, diritto civile e commerciale.

Il Presidente Coppi, in quell’occasione delineò gli scopi e l’indirizzo delle attività sociali della nascente “Tiberina”, e nella sua qualità di storico di fama propose (proposta che poi attuò) di compilare e curare la pubblicazione della “Storia Civile della città di Roma dal primo anno del regno di Odoacre (476) sino al pontificato di Clemente XIV (1769/1774); ed inoltre, la compilazione di una “Storia letteraria”, sempre a partire dal 476. Per la circostanza sollecitò altresì l’Accademia allo studio delle scienze, e delle Belle lettere latine ed italiane, esortando i soci a riunirsi settimanalmente per discutere delle varie problematiche culturali. Fatto viepiù rilevante, propose ancora una seduta bimestrale, da tenersi in forma solenne, allo scopo di prendere in esame le più rilevanti scoperte scientifiche o letterarie.

La “Tiberina” assunse infine il carattere di antesignana del classicismo in letteratura e del purismo della lingua italiana. Lo stesso Coppi, dopo la scomparsa di Ludovico Antonio Muratori - come s’è detto - assolse l’impegno della pubblicazione delle sue prosecuzioni agli “Annali d’Italia” del grande storico e Accademico tiberino.

Così attestò il I fondatore


A dirimere, in ogni caso, ogni ipotetica incertezza in ordine all’origine del Sodalizio culturale, ci soccorre ancora una volta l’ormai plurisecolare archivio, dal quale traiamo, giusta, una “memoria” a stampa “sulla Fondazione e sullo stato attuale” (1839) dell’Accademia stessa, vergata e poi letta dallo stesso Presidente A. Coppi nell’adunanza del 17 giugno di quell’anno (e data quindi alle stampe per i tipi della Tipografia Salviucci l’anno successivo).

Ecco dunque la “memoria” in parola nel testo tipografico originale:

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così attestò il I fondatore Così attestò il I fondatore