Accademia Tiberina già pontificia

storia e tradizione nell'arte

Enrico Fermi

Fisico, scienziato di fama mondiale  (Roma, 1901 — Chicago, 1954).


Ingegno assai precoce, si rivelò presto, nel corso degli studi, grande matematico, primo sempre nel risolvere i problemi più complessi. Egli proseguì nella sua preparazione meritando borse di studio e vincendo sistematicamente i concorsi di ammissione ai corsi superiori o agli istituti più qualificati. Usci così dalla Scuola Superiore di Pisa, nel 1922 a ventuno anni, laureato in Fisica sperimentale.
 
Sempre fruendo di borse di studio andò poi in Germania, presso fisici di grande prestigio. Iniziò in tal modo i passaggi alle più prestigiose Cattedre di fisica matematica e meccanica razionale. Nel 1928, a soli 27 anni, fu nominato Accademico d’Italia (ed era già membro della Tiberina). Era ormai famoso in tutto il mondo e fioccarono pertanto gli inviti a tenere conferenze e lezioni all’estero. Fu così alla Sorbona e all’Università di Ann Arbor, nel Michigan, e nel 1934 intraprese un ampio giro per l’America del Sud.

E’ di quel periodo l’attribuzione al Fermi del Premio Nobel per la Fisica. I primi fermenti razziali lo indussero, di lì a poco, a mettere al sicuro la famiglia; si trasferì allora negli U.S.A. accettando la Cattedra alla Colombia University di New York, fatto, questo, che segnò l’inizio di una fase di eccezionali sperimentazioni, stanti i poderosi mezzi di ricerca avuti a sua disposizione, nell’intento di ottenere lo svolgimento artificiale dell’energia nucleare. Così, sotto la sua direzione, alla fine del 1942, entrò in funzione la prima pila atomica o reattore nucleare, da lui inventata.

Per concisione converrà rilevare come gli studiosi abbiano abbinato il nome di Fermi a quello non meno grande di Alessandro Volta, i quali, con le loro invenzioni hanno schiuso all’umanità, rispettivamente, l’uso dell’energia elettrica e di quella nucleare.

Fermi ebbe in quell’occasione la Medaglia d’oro al merito del Congresso degli U.S.A., onore con il quale si intese premiare la genialità dello scienziato che con sagacia e con alta intelligenza era pervenuto all’importantissima scoperta della scissione dell’atomo d’uranio e delle reazioni a catena accompagnate dallo sviluppo di enormi quantità di energia, che egli, riuscì a fare svolgere in maniera con trollata nella sua “pila”.