Carmela Mazzara

Presentazione

La  mia carriera di insegnante  ,che conta 41 anni di servizio ininterrotto in istituto di Suola Superiore e le tante Scuole Medie di 1° Grado, nelle quali ho impartito lezioni, rispettivamente di Materie Giuridiche ed Economiche nell’istituto di Scuola Superiore e di Lingua Francese nelle Scuole Medie di  1°Grado  ,nelle quali ho insegnato Lingua Francese. La mia Attività didattica è stata fondata sulla Laurea in Giurisprudenza, conseguita presso l’Università degli Studi di Messina, in data 1° Luglio 1965 e Abilitazione all’insegnamento di Materie Giuridiche ed Economiche conseguita  a Messina , a breve distanza; nel corso dell’insegnamento di Lingua Francese,  nella scuola media di primo grado ,ho conseguito l’Abilitazione all’insegnamento di  Lingua Francese in Calabria, a Vibo Valentia. Il mio servizio scolastico, ha avuto inizio nell’anno scolastico 1965/1966 ed ha avuto termine nell’agosto dell’anno scolastico 2002/2003. Ho insegnato in Veneto, in Calabria  e nel Lazio. Ho svolto il mio compito di insegnare, non venendo mai meno ai principi del Giuramento, prestato d’innanzi l’autorità scolastica, nella persona del preside, Prof. Onorato Avalle della Scuola Media di 1°Grado la fu “Scuola Media Statale Guglielmo Massaia” in Roma, all’atto di ricoprire la cattedra di Lingua Francese, assegnatami dal Ministero della Pubblica Istruzione. Il mio percorso scolastico è iniziato con l’insegnamento di Materie Giuridiche  ed Economiche,  presso l’Istituto Professionale di Stato per il Commercio di Adria (Rovigo), per poche ore; l’accettazione dell’esiguo numero di ore di insegnamento di Diritto e rudimenti di Economia politica e Diritto Pubblico, è stata condizionata dal fatto che nella mia regione d’origine, la Sicilia ,non avevo ottenuto alcun incarico scolastico, nonostante avessi inoltrato domanda a tutti gli Istituti Tecnici e Professionali della Provincia di Messina, per un totale di numero  100 domande in carta da bollo. I 34 ragazzi che componevano la IV Classe di “Periti Aziendali e Corrispondenti in Lingue Estere” dell’Istituto Professionale di Stato per il Commercio di Adria ( Rovigo)   ,all’inizio, non erano particolarmente motivati allo studio  ma dopo essermi informata accuratamente della loro situazione scolastica e dopo aver appreso che si trattava di giovani che impiegavano il loro tempo fra divertimenti, gite, balli non dedicando alcuno spazio allo studio, ho ritenuto che non potessero venire meno allo studio in classe; così, nelle prime ore spiegavo e risolvevo ogni loro dubbio di comprensione della singola fattispecie giuridica e, dopo essermi accertata che avessero capito tutto, li invitavo a studiare i contenuti spiegati e, in ultimo li interrogavo, quasi sempre attraverso questionari per iscritto, così da avere il tempo di riuscire a classificarli tutti.  Non assegnavo compiti per casa, sapendo, in partenza, che non li avrebbero svolti: erano tutti ex ripetenti o rimandati. Difficile da credere, ma, finalmente, i miei 34 alunni adriesi, riuscivano a riferire i contenuti giuridici e per loro era una  grande soddisfazione .

Sempre in Veneto, a Corbola (Rovigo), ho insegnato dall’anno scolastico 1966/1967 non più le Materie Giuridiche  ed Economiche, dal momento che  nell’Istituto di cui sopra ,ad Adria -per la legge sulla “precedenza dei triennalisti” -non avevo più diritto al rinnovo  dell’ incarico  delle poche ore  di Diritto ,per cui dovetti accettare la cattedra completa di Lingua Francese nella Scuola Media Statale di 1 grado a Corbola (Rovigo), dal momento, che, in tutta la provincia di Rovigo tutti gli Istituti Tecnici  e Professionali , disponevano di Cattedre di Materie Giuridiche ed Economiche ,  ma occupate da avvocati e commercialisti. L’alternativa sarebbe stata , tornare in Sicilia  ,con  nessuna prospettiva di lavoro; da quell’anno in poi ,ho sempre insegnato Lingua Francese. Nel mio lavoro ho procurato sempre di mettermi nei panni dei giovani ,per carpire l’insorgere dei loro problemi e degli interrogativi che si presentavano durante lo sviluppo della personalità. Non mi sono mai adagiata nell’alveo di certezze ed interpretazioni dogmatiche, al contrario, ho ricercato, attraverso la didattica giornaliera, la frequenza a molteplici Corsi di Aggiornamento, parte per l’approfondimento della Lingua Francese (corsi in Lingua) , parte Corsi sulle varie metodologie suggerite da esperti del settore educativo, al fine di acquisire le modalità più idonee alla comprensione dei giovani; sono stata sempre convinta che non si può trasmettere le conoscenze ai propri discenti, senza ,al contempo, comprendere il richiamo delle loro coscienze.

Ad esempio, per attrarre l’interesse per la Lingua Francese, con i miei alunni della Scuola Media  di Stato di Corbola (Rovigo) ,non mi sono limitata all’insegnamento della grammatica e che apprendessero la  conversation in lingua, solo sul piano teorico, ma ho avuto l’idea, che ho sperimentato sul campo, quella di suscitare in loro il bisogno di corrispondere in lingua con veri coetanei francesi, i quali, a loro volta, spronati dai miei alunni a corrispondere in lingua italiana, comunicavano ,divertendosi. Da lì allo scambio di idee, lo scambio di visite reciproche nelle rispettive famiglie, il passo è stato breve; il paese si unì all’azione di aiutare le famiglie all’accoglienza dei giovani amici francesi, soprattutto nel periodo estivo.

Ma, nella mia vita da insegnante, ho dovuto affrontare anche il disagio fisico, quello di lavorare in una Scuola Media Statale – in Calabria – rimediata da un – ex carcere – situato al di sotto del livello stradale ;in quello stesso carcere in cui era stato “ospitato” Giuseppe Garibaldi, non molto ben visto dalla amministrazione borbonica di quel tempo. Ebbene, in quel ex-carcere, luogo buio, dalle mura da cui trasudavano piccoli rigagnoli di acqua ,la Classe terza media ,ascoltava con curiosità, il susseguirsi degli avvenimenti che portarono alla Révolution Française ,in italiano, passando contestualmente alle espressioni più semplici, in Lingua  Francese; fu allora che ,nella cella di quel ex-carcere, adattata alla meglio ad aula scolastica, un mattino, risuonò all’improvviso, la domanda di un’alunna  che desiderava sapere se era lecito che la popolazione del  paese, potesse chiedere di ottenere un edificio più decente dove imparare, in condizioni più dignitose i programmi scolastici ed ella aggiunse che se ciò fosse stato possibile, sarebbe giovato anche agli allievi del futuro.

Io mi complimentai con la mia allieva che con lucidità ,aveva colto la sostanza dell’avvenimento storico della Révolution Française: a parte  gli episodi sanguinosi, il popolo francese ,aveva combattuto ,per salvaguardare i propri diritti umani, una lezione storica per l’Europa e il mondo intero. Qualche anno dopo questo episodio, io ottenni il trasferimento in un’altra sede sempre in Calabria. Trascorsi degli anni, quando già avevo rimosso l’episodio, nel capoluogo della Regione, incontrai una alunna del paese con la scuola ex-carcere e ,chiacchierando  ,lei,  mi confidò ,tutta gioiosa ,che al suo paese, era stata costruita una bella Scuola Media nella migliore posizione del paese, con un’ottima esposizione al sole…

Nella  regione  calabra, ho dovuto sperimentare  anche , che non basta insegnare con dedizione, competenza ed amore per gli alunni, ma si può essere ostacolati ,per ragioni pseudo-politiche, per il sol fatto ,che ci si rifiuta di iscriversi al sindacato del preside della scuola, con la conseguenza ,alla fine dell’anno ,di ricevere un’abbassamento della propria qualifica che è stata sempre quella di “ottimo”.

Nel mio insegnamento, ho fatto confluire la mia passione per il Cinema, ritenendo che il linguaggio cinematografico fosse un’occasione di  comunicazione, più vicina all’approccio con i giovani, che amano il cinema; per tanto li ho guidati alla visione di films istruttivi sul tema dei Diritti Umani,  su figure eccellenti del mondo scientifico francese ,quali ad esempio ,Pierre e Marie Curie, così come figure del mondo religioso francese ,quali Sainte  Jeanne D’Arc e Sainte Geneviève, patrona di Parigi; non trascurando neppure di soddisfare il loro desiderio di conoscere le bellezze del paesaggio francese, nonché i suggestivi panorami  dei Départments  d’Outre  Mer Français.

Non ho trascurato neppure l’aspetto imprescindibile ,dei discenti diversamente abili, in ispecie ,dei portatori della sindrome  Down; ragione per cui ,mi sono fatta carico di frequentare dei Corsi, istituiti dal  Provveditorato agli Studi di Roma,  che si svolgevano sotto la supervisione di funzionari preposti dal  Provveditorato medesimo; alla fine delle sedute ,ho conseguito l’ Attestato abilitativo all’insegnamento per alunni portatori di  handicap.

Inoltre, da insegnante, non potevo rimanere indifferente ai dibattiti sulla opportunità dell’uso dell’Esperanto,  quale lingua, da impiegare in svariati contesti, quali quelli di carattere sociologico, culturale e scientifico, quale lingua d’uso comune, non identificativa, in particolare di nessun Paese della Comunità Europea come l’Inglese (allora il Regno Unito faceva parte dell’Unione Europea) insieme al Francese, essendo l’Esperanto una lingua pianificata ,a tavolino, in pieno ‘800 , dal medico polacco Ludwik  Zamenhof che la ideò,  affinché potesse essere parlata da tutti ,senza che avesse uno stato di appartenenza , affinché si potesse realizzare che tutti , nel mondo , si possa parlare  la stessa lingua , una lingua comune , non appartenente ad alcuna Nazione

E  così  come allora, sono sempre favorevole all’estensione in tutte le scuole europee  dello studio dell’Esperanto, affinché si parli tutti una lingua neutra ,che non appartenga a nessun Paese.